terza digressione: Idra

non potevamo farci mancare un’isola, un giro della Grecia terrestre senza percepire quella marina sarebbe stato scemo

però il vero senso di questo viaggio nel viaggio ce l’ha dato l’imbarcarsi, il prendere il largo, l’immaginare Paolo in ogni sua partenza e anche Pietro nella notte nella tempesta che ha coraggio e poi paura e poi qualcuno lo tira su…

e spingendo lo sguardo più lontano abbiamo anche potuto scorgere il gesto di sciogliere le vele, l’abbandono di Paolo alla fine della corsa

lui che ha conservato la sua spericolata fede

quinta tappa: Atene

beh qui la storia di Paolo è a pochi metri dalla grande storia che tutti sanno quella che si studia quella che ci vengono le crociere quella che serve per il turismo quella che il tempio di Atena Nike è lo sponsor

ma qui lui ha detto cose che sono rimaste, parole come pietre scolpite nel metallo all’aeropago

quarta tappa: Corinto

vi dico subito che ai tempi di Paolo Corinto era un gran bordello, anche in senso buono… un tempo splendida poi distrutta dai romani, in seguito ricostruita e ripopolata da gente di tutto l’impero

ci sta che Paolo vada a incontrare gente che ha una gran voglia di sentire la buona notizia

e che questa comunità cresca subito tantissimo

ci sta anche che prendano un tot di cantonate visto l’andazzo in cui si trovano

ma la cosa bella è che così lui scrive un paio di lettere con un sacco di roba importante dentro, anzi direi fondamentale

ps visitate acrocorinto, ci si sta benissimo

seconda digressione: tra l’oracolo e l’ombelico

ma se vi dico che c’è un posto fatto così:

in una cornice naturale di monti ubertosi e pietra da taglio

con una fonte d’acqua rituale

è stato ricavato un percorso in salita che si dipana tra cappelle votive e statue

e collega sfarzosi edifici sacri e splendidi spazi collettivi

cosa vi viene in mente?

già… sono migliaia di anni che il paganesimo si ripete uguale a se stesso

comunque, oltre alla suggestione innegabile del luogo, è stato interessante incontrare Socrate e meditare su ciò che veramente porta felicità

e no… non sono la salute il denaro e tutte quelle cose lì

alla fine se non hai la sapienza non sai cosa fartene di tutte quelle cose lì, una questione di cultura materiale quindi!

e poi abbiamo scoperto che cosa è sapienza per Paolo

prima digressione: in mezzo all’aria

Partendo da una deliziosa chiesina ortodossa dell’xi secolo (non verificato) dotata di tutto quello che ci vuole: icone, devozione, candele, canti, incensi e benedizioni ci siamo inerpicati tra i dirupi che sovrastano Kalabaka.

Meta i mitici monasteri costruiti su questi pinnacoli di roccia mozzafiato.

Qui diventa palpabile la preghiera del cuore degli antichi monaci, tutt’uno con il respiro, immersi nella vita dello spirito.

terza tappa: Beria

lo scavo archeologico che negli anni ’70 ha riscoperto un sito – che nell’ottocento era stato abbandonato – deve aver dato ai suoi autori un’esperienza inarrivabile

si sono trovati in mano oggetti splendidi e si è fatta sempre più forte l’ipotesi che si trattasse della tomba di Filippo II, il padre di Alessandro Magno

insomma una roba tostissima

bello per noi vedere queste opere d’arte sopraffina lasciate sottoterra un 2500 anni più o meno, per di più esposte in un museo sotterraneo assai suggestivo

poi ti coglie l’idea che non erano fatte per la nostra delizia ma per rendere onore al re e rendergli piacevole lo stare nel nuovo regno della morte

questa cosa della morte che fa così paura…

però a Paolo no, per lui è indifferente… grande Paolo!

pieno di fiducia che gli viene come frutto dello spirito del Signore, insieme alla creatività, all’intraprendenza, al coraggio, alla speranza, all’autenticità e insomma all’amore

e non si riesce ad amare se ci si lascia guidare dalla paura.

seconda tappa: Tessalonica (Salonicco)

Cacciato da Filippi Paolo va nella grande Tessalonica dove trova molto interesse per le cose che dice

solo che di nuovo il suo messaggio è scomodo e fastidioso

così va via prima che la comunità sia ben formata

e quando scrive a sti qua deve rispondere a un tot di domande di base

la prima lettera ai tessalonicesi è il documento scritto più antico finora trovato del cristianesimo

insomma per molti versi una testimonianza di quello che bolliva in pentola nei primissimi tempi

ovvero del nucleo della buona notizia: c’è la possibilità di essere santi e felici

il mezzo é vivere l’alterità

cioè vivere tenendo conto che un Altro ci ama gratis

che le altre persone non sono in funzione di noi stessi

e che persino il proprio corpo va rispettato come altro di cui aver cura

questo è solo un esempio ma fa già riflettere parecchio…

prima tappa: Filippi

da qui Paolo inizia a predicare in terra macedone

in mezzo a queste architetture ha camminato parlato ed è stato pure imprigionato

ma lui cantava in prigione

e quando un terremoto ha aperto la porta e sciolto le catene è rimasto lì

tranquillo e rassicurante con le guardie

si può essere più liberi di così?

camminiamo anche noi sulle stesse pietre

ci fermiamo ad ascoltare quello che Paolo ha scritto allora anche per noi qui e adesso

riflettiamo sull’idea che ci sono due modi di vivere, uno prigioniero e uno libero

e che occorre fare continuamente discernimento:

“esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono”

in mezzo a queste sterminate rovine ammassate, stratificate nei secoli e messe a nudo nella quantità il genius loci è potente e per noi si chiama Paolo

partiti sulle tracce di…

partiti oggi, una ventina di pellegrini, un bel gruppo eterogeneo e allegro denso di attese e perplessità

in procinto di “leggere le cose nel contesto dove si sono svolte” esperienza che aumenta la possibilità di interiorizzarle, come se diventassero più reali

ed è stato lungo il viaggio multiforme (ma invero comodo) che ci ha portato al vero punto di partenza: Kavala, l’antica Neapolis, cerniera del mondo antico e approdo di Paolo… e siamo sulle sue tracce

Franco Boggero esiste davvero

L’uomo che canta di un cane quando impasto il pane esiste davvero e ci ho mangiato insieme in un trogolo.

Fa un certo effetto trovarsi a pranzo con l’uomo che canta quando impasto il pane e ci si rende conto che esiste davvero.

E mangia e parla come molti di noi. Ma come racconta credo ci sia solo lui nei dintorni.

Anche se non è mica perfetto: ha sbagliato orango per anni.

un libro da spiaggia (ma va tenuto sotto controllo)


finisco di leggere questo libro al sole. vento, mare, tanta sabbia dappertutto e l'apposito inzicchio libroso digitale mi dice "uh l'hai finito" ah bene penso son soddisfazioni posso andare a fare un bagno, ma prima scatto una foto dell'attimo che così la metto sul blog

e niente, è bastato perderlo un attimo di vista (il tempo di pescare il cellulare) che si è riaperto da zero nel senso 0% letto😳 (faccina stupefatta)

evidentemente all'autore non è bastato scrivere questo testo autoreferenziale, ci ha messo anche uno dei suoi trucchi così che quando leggi lo rileggi, vabbè finché non ti stufi ti diverti anche

ps quiz: come ho fatto a fare la foto con scritto finito?

hai provato le luci?

mi ha detto: “allora, vicino all’ingresso ci sono degli interruttori, accendono il giardino, mi raccomando prova”

poi mi ha ridetto ancora se avevo provato

e insomma va bene proviamo… cosa potrà esserci di più interessante di questo silenzio pieno di stelle?

e allora ho capito: ha progettato interruttori per accendere il geniusloci