aprile in alto
nove del mattino cinguetii lontani torrente in fondovalle le cascate ancora gelate tanta neve dove si ammucchia prima erba dove s’è sciolta primo pomeriggio sgocciolii abbaiare di cani turisti e più tardi la prima (?) marmotta
nove del mattino cinguetii lontani torrente in fondovalle le cascate ancora gelate tanta neve dove si ammucchia prima erba dove s’è sciolta primo pomeriggio sgocciolii abbaiare di cani turisti e più tardi la prima (?) marmotta
dunque. in questa avventura del pilates c’è anche l’opzione “oggi mi voglio divertire” però tale opzione non è – come tutto qui – interpretata in modo lineare: come si evince dall’apposita foto, divertirsi significa sudare faticare impaZire scendere salire saltare piegare girare allungare alzare strisciare e soprattutto stare in equilibrio dove in equilibrio proprio non […]
a saperlo prima che un giorno mi avrebbero proposto di saltellare su bosi instabili e mollicci con in mano una palla pur’essa assai molliccia resa instabile da un liquido rossiccio ballonzolante al suo interno ecco non so come avrei reagito ma non sapevo allora che il pilates fosse un esercizio di coraggio e di fantasia
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il bello è che non finisce subito il bello è che continua sotto la pioggia mentre tutto si disfa molto bello mentre si disfa marcisce vengono i vermetti grassi ma tanto castagne ce ne sono ancora anche per loro
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qualcosa si raccoglie qualcosa si sta preparando qualcosa spunta appena: i frutti sapienti maturano un po’ per volta, mica vogliono finire ibernati
Forse qualcuno si ricorda ancora i post dell’estate scorsa. Quelli pieni di enti pubblici e giovani consulenti e ogni genere di avventura connessa. (Quelli della serie iniziata come una candid camera: #entipubblici) Nessuno si sarà chiesto come è andata a finire, immagino. Beh sappiate che non è finita. E che quando ho deciso di festeggiare […]
alla fine poi non è successo nè di andare nè di esserci nè di vedere e nemmeno di sentire però il mondo è pieno di cose che succedono anche senza di me
ho voglia di scrivere scrivere e basta senza una foto un’immagine un’icona niente aprire sto blog e scrivere mettere qualcosa qui scrivere perché nessuno può impedirmelo scrivere perché a nessuno è chiesto di leggere criticare soppesare sviscerare o semplicemente delirare scrivere e basta basta
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sono vagamente natalizie lucide pallette rosse aspre amiche dei primi caldi da raccogliere con calde amicizie dal fare aspro e poi da cuocere con pazienza
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sono rose contente di essere nate lì per sbocciare altrove a portare grazia e colore sullo sfondo grigio striato del marmo grazie rose graziose
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ci sono un po’ di fiori spontanei poi però tra le foglie verde nuovo ci sono i frutti del futuro ancora una volta forse speriamo
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ci sono ancora fiori nuovi e giovani piante e tante cose che cambiano e ?quelle che invecchiano