Quella volta che pensavo di essere su candid camera

 e invece era tutta vita reale, giorni e giorni di vita reale che non ci si poteva credere

e che sembravano non finire mai

e in effetti – ve lo dico subito – non sono mica ancora finiti

tutto ebbe inizio quando ho saputo che il durc non era a posto

il durc sarebbe la cosa che deve essere regolare perchè se non è regolare entri in una sorta di caccia al tesoro alla rovescia nel senso che più trovi cose più ne devi trovare e più son difficili da trovare finché ti perdi e non sai più cosa cercare, hai solo la certezza che non si tratta di un tesoro

e intanto tutti ti fanno pesare che non sei in regola e che ti devi sbrigare perchè sennó diventa una cosa molto molto molto grave e insomma diventa una corsa ansiogena contro il tempo che a ferragosto finisce nel nulla per poi aspettarti al varco che ferragosto non cancella è solo una stupida tregua

giorno antefatto: da una email abbastanza scialla vengo a sapere che a qualcuno serve il durc della società che presiedo, beh penso io: facile! non avendo dipendenti non siamo tenuti ad averlo noi il durc perciò non può essere irregolare, no?
giorni seguenti: “ehi consulente giovane e brillante, puoi vedere cosa succede e risolverlo in un attimo? per favore grazie ciao”

risposta dopo qualche giorno: “ok presidente tutto sotto controllo lunedì durc sarà impeccabile” al che baldanzosamente scrivo email sussiegosa al richiedente che entro pochi giorni tutto si sarebbe risolto con soddisfazione di tutti

passa quel lunedì e il giovane consulente brillante comuncia ad essere evanescente (non scrivo elusivo o evasivo perchè sono termini decisamente da evitare in questo ambito!) ma mi fido e resto in attesa di venire a sapere che tutto è filato liscio come l’olio anche se ogni tanto mando  e ricevo segnali di memento, sempre piu inquietanti

in questa situazione passano alcuni mesi finchè un bel giorno ricevo due pec, le pec devono essere parenti strette del durc, magari un giorno scriverò la storia di durc pec e dei loro cuginetti chessó puc e dac (personaggi tra Disney e Shakespeare) ma non fatemi perdere il filo: le due pec dicevano: ahiahiahi, qui c’è qualcosa che non va… presto la borsa o la vita… rivolgiti per la scelta a EntePubblicoTale e EntePubblicoAltro, per comodità EPT ed EPA

mi rivolgo ovviamente prima a gcb (giovane consulente brillante) che immagino sia in grado di disarmare le pec con uno schiocco di dita e invece lui risulta prima indaffarato, poi indafferiato e quindi di nuovo indaffarato

(giorno uno) al che mi rimbocco le maniche (dopotutto anche io anelo le sudate ferie) e vado baldanzosamente a EPT, dove trovo persone gentili che sorridendo mi spiegano che mancano dei pezzi ma che se glieli fornisco sistemano tutto

a beh penso: facile vado a cercarli in ufficio di gcb e poi scrivo una bella pec

solo che trovo porta di legno… di gcb non c’è traccia neanche dopo un’ora: la vicina di stanza dice che lo ha sentito e per oggi non torna (buffo cellulare selettivo quello di gcb) allora ritorno al mattino seguente… (giorno due) lui scartabella qua e là e mi dice… ah mi sa che sono ancora da Ente Pubblico Altro Ancora…

ah anche EPAA da affrontare eh? beh che ci vuole? penso io vado a farmeli dare ma prima vado anche a EPA, che dista diversi km, arrivo appena in tempo prima della chiusura ma tanto mica posso parlare con qualcuno come in EPT, posso al massimo prendere un appuntamento: il primo libero ovviamente è il mio primo giorno di ferie: come passarlo meglio?

a quel punto ritorno in centro e vado a EPAA per cercare  funzionario che ha la nostra documentazione, lì non entro neanche ma c’è una persona gentile alla porta che si informa e mi informa: “funzcondocumentazione è partito oggi per le ferie”

dovevo avere un’espressione diciamo significativa perchè aggiunge: “vuole che provi a chiamare un vicino di stanza?” sì!! lo voglio… oh gentile persona alla porta!

posso tornare a casa brandendo un foglietto, un nome e un numero da chiamare tra le 1420 e le 1440…

peccato che sia venerdì… niente centralino al venerdi pomeriggio, niente telefonata comoda da una postazione fresca…

allora ritorno di persona, parlo dalla portineria sempre gentile con funzionariodellascrivaniaaccanto e veleggio verso il finesettimana con un appuntamento telefonico per lunedi mattina

così arriva giorno cinque: io sono a lavorare in un posto difficile (già: non basta occuparsi di durc per lavorare, c’è chi vorrebbe il lavorodelicatoeurgente svolto a modino) ma non dimentico di telefonare e funzscrivaccanto dice che deve chiedere dove sono finite le pratiche…

giorno sei: alle otto del mattino mi tocca tornare con gcb a EPT, dove la signora gentile ripete a lui quello che aveva già detto a me, (una discreta perdita di tempo rispetto a quello che avrebbe impiegato a fare subito tutto direte voi? ma vabbè in fondo i gcb sono strutturati in questo modo: protagonisti o niente)

all’uscita ci fiondiamo nella torride vie del centro città (tempo di ferie di solito è così) per andare a vedere come butta a EPAA, questa volta ci fanno salire al piano dove potrebbe trovarsi la nostra pratica

alla fine vediamo il plico: “per favore visto che è roba nostra possiamo toccarlo?” solo che non c’è nessuno che possa autorizzare la tipa a farcelo portare via… a quel punto con sorridente fermezza dico che aspetto, dice: il dirigente potrebbe tornare tra due ore.. dico: posso aspettare se vuole vado in corridoio dice no resti pure li

dopo mezzoretta la tipa si commuove e chiama un funzionario che potrebbe farci qualcosa e insomma alla fine usciamo con il nostro plico

andiamo baldanzosi in ufficio di gcb dove mi prepara tutta una bella pec con allegati misti da mandare a EPA

prendiamo poi accordi per andare insieme a risolvere anche il secondo inghippo all’appuntamento del giorno dopo

giorno sette: eccoci all’appuntamento con EPT anche un po’ in anticipo, ma allegri anche se non freschi: con l’idea che il problema sia solo una vecchia storia mai chiusa bene (dopotutto sono quasi dieci anni che noi con quel l’ufficio non abbiamo niente a che fare);  arriviamo quindi di fronte a un funzionario gentile e sorridente ma impreparato: nessuno (e neanche il modulo stesso) mi aveva detto di spiegare cosa volevo e io ingenuamente pensavo: se uno ti scrive una pec saprà… comunque funzgentsorr dice “vado a vedere e poi vi chiamo, sappiate che se volete subito il durc basta andare da AdR e chiedere la dilazione…”

uh faccio io a gcb magari andiamo a vedere lì solo che AdR cosa sarà?

funzgentsorr interviene sempre sorridente: “Agente della Riscossione!” già questa risposta non è confortante ma è solo una parola di quelle politicamente corrette che si usano quando il nome vero è offensivo, sgradevole o razzista, il nome vero di questo ente non voglio scriverlo neanch’io: è tutte queste cose insieme e anche di più… ci siamo andati subito dopo io e gcb e credo sia uno dei luoghi più tristi del nostro tempo, nella nostra società, ma ne parliamo un’altra volta che sennò non finisco più

ci abbiamo fatto poco noi comunque, solo una coda per sentirsi dire che vogliono dei soldi ma manco loro sanno perché

a questo punto pausa pranzo allietata sul finire da una telefonata di funzgentsorr che dice ahhhh ho visto la pratica! manca un foglio di EPAA del 2009 che dice che nel 2002 voi… io dico beh lo saprà ben gcb, chiami lui per favore grazie!! un po’ di stordimento ti coglie in certi momenti a certe temperature con certe procedure…

giorno dopo: gcb vai a cercare sto foglio per favore? lui va e non glielo danno

allora comincio a cercarlo io online voglio dire se scrivo su un blog sarò in grado di cercare una roba online?

no

dovrebbe essere un gioco da ragazzi e mi metto a giocare, scopro arcani e misteri di come si fa a diventare gestore incaricati (non avrei mai immaginato di diventarlo: farà figura nel c ci v?) provo, sembra che funzioni ma poi ciccia nisba nessuna novità e soprattutto nessuna possibilità di accedere là dove vorrei

così nel mentre che io mi consumo nel tentativo di parlare con il call center di EPAA gcb torna là e gli danno una cosa che però a funzgentsorr non piace… almeno così ho scoperto nel giorno 15 dopo che gcb si è dileguato definitivamente nel nulla, forse sciolto nel calore agostano, e allora ho scritto direttamente a funzgentsorr che mi ha rigirato la risposta a gcb

al che io per favore mi può dire che fare e la risposta definitiva è vada e paghi ma io dico: cosa? quanto? e soprattutto perché?!?

intanto nel frattempo era successo che nel giorno 9 mi arrivò una pec in risposta alla pec del giorno (sembra un gioco: un pec pong) in cui EPA fresco come una rosa ha fatto i conti in base alla mia dichiarazione e c’è da pagare un … non mi viene la parola (o forse me ne vengono troppe), ma è la quantita di denaro che guadagno in un anno con questo lavoro

leggo bene tutto e vedo che c’è di mezzo la legge sul lavoro nero, una lacrimuccia mi scende triste: sarei io il lavoratore in nero in questo caso e io stessa ne sarei responsabile: un po’ patetico beh?

scrivo subito a gcb che stavolta risponde: ah ma ci vuole una rettifica

ah ok faccio la rettifica

ah mi dice EPA ma lei deve fare i moduli

ah faccio io gcb o li fai tu?

ah no io sono in vacanza e poi mica sono da fare

ah questi non la pensano così

e allora (giorno 12) cerco per telefono apposito dirigente di EPA che si rivela molto gentile paziente comprensiva e alla fine faccio io ‘sti moduli e glieli mando e almeno questa è (quasi) a posto

con EPAA online riesco a parlare nel giorno 11 con un tipo gentile preparato dalla voce quasi affascinante, mi spiega mi ascolta mi guida passo passo alla risoluzione del problema, cioè non quello del durc, ma quello per cui non riuscivo a usare il pin

ha chiuso la tel dicendo che spera di avere un po migliorato la mia opinione su EPAA…

chiudo pensando che il suo è uno strano mestiere… chissà cosa ha studiato per farlo

nel frattempo fioccano le email con ept  e poi si interrompono da parte sua con il seguente laconico messaggio: “L’unica cosa che può fare è recarsi in (censura ndr) con un documento di identità e il codice fiscale della ditta. Saluti.”

quindi, ancora una volta, non demordo e nel giorno 27 eccomi in EPT per la terza volta

arrivo un po prima della apertura e faccio bene che c’è già coda fuori, ho anche modo di fare un po’ di assistenza ad alcune vecchiette così la buona azione di oggi è smarcata

la prassi prevede che la guardia giurata armata ti dica cosa fare e così faccio: altro biglietto “richiesta appuntamenti” quando viene il mio turno un tizio prima gentile pronto poi a diventare aggressivo quando solo provo a iniziare un “mi scusi…” lui è lì solo per dare moduletto per appuntamento, questa volta però lo compilo per bene, chi sono io e cosa voglio spero si capisca, ovvio metto le cose dove ci stanno e me ne frego del titolo della casella

l’appuntamento è fissato per tra due giorni se state bravi vi faccio sapere (continua)

Un pensiero su “Quella volta che pensavo di essere su candid camera

  1. Pingback: Geididicciannove sprtllo quinndici | annicosy

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