Ricette di carta

(Segue da herbae…)
Un ricettario per parlare ai bambini di piante è già un’idea carina
Con un collage per farli divertire si va sul sicuro
Ma un ricettario collage pop up con scatola per contenere un campione dell’erba o del fiore
Beh quello è piaciuto molto anche a me

Cucinadartista Scatola anicestellato tavolone IMG_5103 manoconilsale

Herbae volant fructus manent

orciozucche vuotesugli scalini e son melanzane volano (quasi) c'è un topo dentroErbe volanti e frutti che restano:
già il titolo è geniale di suo

poi c’è l’ingegno dei partecipanti, quello della natura. quello di ideatori e organizzatori:

è una forma di poesia

che mette insieme tanta gente che ha voglia di creare
e che ci mette cura
nel far crescere piante preparare cibo tessere e creare vestiti, cestini, cappelli…
la porti in un luogo che è dedicato alla meditazione e al lavoro da più di mille anni
e ci si accorge che si crea un’armonia
di gesti e di mente, una pace profonda che si trasmette persino placando l’ansia da prestazione
il luogo e le attività non sono indifferenti, entrano in relazione e si esaltano
come il canto e la chiesa che ha una buona acustica

E c’è l’idea dei ricettari pop up ma di quella poi… continua.

http://youtu.be/SGlQmO69hZ8

Il mio ufficio

Ci sono sedie, tavoli, tanti libri, il bagno e la macchinetta del caffè.
Ci sono due gran belle finestre e una porta niente male.
Colonne miste di pietre mattoni e malta.
Un pavimento con la sorpresa.
Un divano enorme per quando hai mal di testa.
Spazio per la gente che arriva e per gli incontri.

Ah, già, non è un ufficio.
Io non ho ufficio…

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Quasi autunno

buono l’odore dell’autunno che arriva

bella la luce della sera che comincia prima

colorata la frutta nel suo cestino

fresca l’aria che tira

ok autunno sei pronto: ti aspetto, sai?

 

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Partire tornare

È quando si torna che si parte veramente.
Finché si va le possibilità sono tante, può succedere di tutto, anche niente.
Ma è quando si torna che si parte veramente.
È nella vita di tutti i giorni il vero cammino, la fatica e la gioia della scoperta.
Te ne accorgi quando sei lontano.
Quando la guardi da fuori.
Quando sei partito.
E tornato.

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Quell’odore

Non so se avete presente l’odore di quei giornalai di paese che entri dentro e sa di carta e di giocattoli e poi dipende se sei al mare secchielli e palette e creme in montagna guanti mascherine e creme
In campagna hanno il problema e allora tengono secchielli e guanti non si sa mai ma tanto li ci vai a scegliere il diario.
Tanto è l’odore che importa.
Ti prende e ti trascina immediamente nelle gioie del bambino che sei stato quello dei lampioncini ritagliati e dei diari segreti e delle cose di carta. Una volta anche un ristorante anche lui di carta. Ma quello per fortuna c’è ancora. E con quell’odore anche il bambino.

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Stesso binario treni opposti

Sei lì per andare da quella parte e puntualmente (avverbio ironico ndr) lo fai. Scegli il binario giusto, ti accerti più volte che il treno vada verso quella stazione li, proprio quel treno lì. Magari chiedi e vedi che altri si accertano e magari chiedono. Poi tutti si sale e si va.
Ma ti assale un dubbio: ci sarà qualcuno che per una felice intuizione (non per sbaglio nel senso) prende il treno opposto?

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Libri da cattura

Che poi ci son sti libri che proprio tu volevi leggerne altri quelli presi da quella pila là che ti sei portato dietro perché li vuoi leggere ma non ne hai mai tempo
E invece ci son sti libri che ti fanno lo scherzetto
Che ti attirano e ti scelgono e tu vaffanculi gli altri e ti immergi
Sono fatti così
tentatori e assorbenti sai tipo le piante carnivore?
E poi ti lasciano il segno e ti ricordi la vacanza in cui li hai letti come se il posto dov’eri fossero le loro stesse pagine

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Cascate

Chissà se si diverte tutta quell’acqua condannata a precipitare insistentemente
Che solo il caso decide se a fiotto o a salti
Ci pensi? Si è raccolta tutta allegrotta sui prati pieni di verde e fiori e cacche e vitelli e marmotte e insetti di varia natura e tanti sassotti per giocare
Ha inzuppato le scarpe dei gitanti costretti ai guadi
Dissetato vari esseri viventi e insomma non doveva essere male la vita lassù
Prima neve poi ruscello poi
La fine del mondo appena conosciuto
Il precipizio
Che fa tanto rumore
E pareti a picco

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Fili

arteevita.jpgLavagne di velluto
Libri di stoffa
Donne chine su enormi secchi
Quadri semplici e stupefacenti.
Sono fili d’artista, fili logici, direzioni della memoria e sguardi sul reale.
Perché non se ne perda il filo.

maria lai e la mostra ricucire il mondo

 

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Un posto dove

Puoi vedere il mare diventare d’argento, di lavagna, verde e anche blu.
Puoi girare le spalle al mare e vedere come sono fatti i fiori di zucchini e senti le galline.
Puoi scorgere scorci di città e di lavoro, pezzi di storie e persino la discordante concordia.
Puoi farti levare il fiato dalle luci del tramonto o dal tremolio di una fiammella.
Puoi stare in ascolto puoi stare in silenzio puoi stare e basta.
Puoi incontrare.

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