Primo gennaio

Ci vuole un post d’inizio d’anno
ci vuole per forza
Voglio dire come si fa ad evitare di sottolineare che c’è un cambio una novità un nuovo giro di giorni settimane mesi con un nuovo numero dopo?
Quel numero che per un po’ ti sbagli a scrivere
Quel numero che cresce inesorabilmente e che ti segna davvero il tempo che passa: non sarebbe così se il 1 gennaio fosse di nuovo il 2014 che uno ricomincia da capo
Oppure uno a caso così da ritentare nuove strade da quel punto
Anzi magari a scelta da poter riprendere al bivio sbagliato
Però…
Che casino…
Una scelta in più con le sue mille incognite
Ok allora fatti sotto 2015 così come sei

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Ho visto lei

“Certe volte mi sento il mio scrittore preferito”
Una delle battute migliori in un film a dir poco, come dire? autobiovirtualgrafico

Tra i personaggi minori c’è sto
Ragazzino alieno bastardo e dolce
Praticamente la versione tecno dell’orsacchiotto
Cattivo
Ma ho scoperto che non è piaciuto a tutti. Bah

Comunque c’è la frase dell’amore che si espande e poi lei che va nello spazio tra le parole e lui che scrive lettere di mestiere è tutto color corallo cioè non tutto ma solo un po’ però sempre
E poi io sono come lei
Certo solo In alcuni limitati casi

Che se poi pensi anche a skyfall

C’è tutto un ragionamento che si potrebbe fare sul gusto raffinato e moderno e la ricerca di bellezza e la solitudine
E al solito sull’amore
E sulle particelle di infinito
E finisce nella neve
Qualcuno muore sempre
E il momento tutto nero in questo film c’è davvero
E poi perché tutto quel color corallo ?
Ah che film!

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Passeggiare

Camminare guardare annusare annusarsi
Fermarsi sedersi ammirare e poi riprendere a camminare
Scegliere la strada avventurarsi aspettarsi guardarsi
Fermarsi restare
Per poter ricordare

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Due serate simili

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Siamo nel dopo cena. Piove.
Gente che si incontra, atmosfera appropriata, con le luci giuste e le sedie adatte.
Brusio che diventa chiacchiericcio nell’attesa. Un po’ di tensione è palpabile ma non esagerata.
Dopo i classici avvisi si inizia.
Si sente la pioggia.
Un avvio gentile e poi si finisce subito a litigare.
Anche urla parolacce persino botte oppure bestemmie.
Tante incomprensioni doppi sensi mezze verità cose sottaciute.
E finisce che il tempo è scaduto e ognuno ripensa a quello che è stato e a cosa ha capito.
E se gli è piaciuto.
Proprio simili: ma non pensavo… Una era un’assemblea di condominio e l’altra una pièce teatrale.

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Palline

Allora poi c’è ‘sta cosa del pilates
Uno dice ci vado e così capisco di cosa si tratta
Invece no: ogni volta esci in stato confusionale dopo aver provato inutilmente a usare parti del tuo corpo che manco sai di avere
Allora succede che con pazienza ti spiegano e ti presentano Ugo (lo scheletro di casa) che ha dei bulloni che gli impediscono di muoversi bene e pensi povero Ugo e ti pare che forse anche tu hai dei bulloni sparsi a caso
Allora ti aiutano a eseguire l’esercizio semplice semplice quello di base che prevede soltanto di muovere muscoli ignoti in precari equilibri durante una respirazione praticamente artificiale
Poi ti dicono rilassati che se non ti rilassi ti fa male e tu pensi che ti si staccherà un peZzo e che forse proprio questo è lo scopo del gioco
Ma il più bello viene alla fine: come contentino ti fanno giocare con una palla e tu dici bello questo lo so fare la tirano e io gliela riporto
Invece no.
E qs blog per ora è troppo beneducato perché vi possa dire dove ti dicono di metterla
E io non vi dirò mai se fa piacere o no
Posso solo aggiungere che la palla ogni volta è diversa e che – colpo di scena – usano anche il cilindro
E però non si può dire che non sia vario e sorprendente

Ad esempio quando scopri che il tuo naso è un pennarello

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Bello e perfetto

Era stata una giornata semplicemente perfetta.
Liscia come il mare che era una tavola.
Luminosa e calda.
Piena di paesaggi mozzafiato e particolari dolcissimi.
Ricordi e novità.
Odori sapori rumori di sentieri chiesette fiori elicotteri e scogli
Allora cos’era quel brivido costante che la percorreva?
Che l’accompagnava anche il mattino dopo
Che incrinava di malinconia quel ricordo perfetto
Che le sarebbe rimasto dentro per lungo tempo con la stessa rassegnazione che c’era negli occhi della tipa che in stazione le aveva chiesto “era quello il treno per…”
Sì era quello e le era bastato un sorriso per dirlo

barallaperto

Canzoni certo e naturale

Certo che la musica dal vivo
Certo che certi locali
Certo che sono io che torno a casa a piedi
Certo che invece è meglio affilare le lame
Sinceramente

Note a margine di una serata in cui sentirsi così vicini alla natura ai ricordi alle stagioni alla vita

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Il bosco d’autunno è struggente

 

L’autunno può essere una gran rottura di balle
Una caduta di capelli di foglie di stile
Un’alluvione di malinconia
Un vento umido
Una foschia mattutina
Tutta questa erba bagnata e il muschio freddo

oppure è straordinariamente bello

 

 

Maddalene e Marte

Sorprendente non tanto il ciclo di affreschi semi sconosciuti (che basta una guida anni ’70 e ce li trovi)
Già visto il bellissimo allestimento ben curato
Piuttosto sorprendente il fatto di essere lì un’ora prima della fine e vedere succedere che, una dopo l’altra, entrano persone disparate o appaiate che conosci (alcune anche tra loro) e che sono lì perché si è sparsa la voce che c’è sta cosa da vedere (anche tu sei lì per questo) e poi nasce un bel dibattito generale sul significato e tutto il resto.
Forte.

Come forte è quella Maddalena lì…

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Forse sono giovane

Se la musica contemporanea è difficile
Se non sa esprimere visioni emozioni proteste e altre cose spesse
Se non è in grado di stare nel mondo e dire la sua
Allora sono giovane

Perché nei giovani sono la voglia e la capacità di fare molto con poco
E soprattutto l’ansia di esprimersi supera il bisogno di lamentarsi
Così si fa musica con il lamento

Si cerca il bello nella fatica nel rumore nel doloreeutopiaensemble

Si fa il bello, bello come un concerto