Prima sera primo dicembre

L’acqua sta bollendo ora la versiamo nelle tazze e aspettiamo che s’infonda.

Nel frattempo vi diciamo (eh sì stasera scrivo a quattro mani) uh già non sapete bene chi sono io figurati se vi dico chi è l’altro.

Vi diciamo, dicevo, che stasera abbiamo iniziato qualcosa.

(la tisana nel frattempo emana un ottimo profumo)

Sta cosa somiglia a giocare a ping pong allo specchio: siamo in due, ci sono botte e risposte, ci sono oggetti e riflessioni.

Tutto comincia con la difficoltà quotidiana di trovare le parole per spiegare, che poi in fondo noi due non abbiamo bisogno di raccontare perché, sappiamo che ci piace e questo ci basterebbe pure… solo che ci tocca spesso di avere a che fare con gente che non capisce.

allora uno dice ma se capisco meglio magari spiego meglio poi ti viene fuori un titolo di convegno e allora capisci che è il momento buono

così leggi cose come “Il passato che non è più ma che è stato reclama il dire del racconto” (P. Ricoeur)

e alla fine pensi:

1 c’è un vuoto di vent’anni da colmare

2 quello che facciamo ci procura piacere sarà l’ora di chiedersi perché

3 la completezza a noi non rassicura, ci inquieta e sappiamo che ci leva la necessaria complessità della storia

4 il racconto della storia è faticoso, spesso difficile, ma tanto più gustoso quanto più profondo ed è anche una questione di specchiarsi, noi, i nostri strati e i suoi…

   
  

Non è mica finita

  sapete quella storia che è cominciata con una pec e proseguita in vario modo?

noi (e non è un plurale casuale perché  continuo a coinvolgere gente) abbiamo lavorato parecchio affrontato scogli aggirato lupi e leoni biasimato software atteso code incontrato gente appreso brandelli di procedure scovato vecchi files e adesso eravamo a un soffio dalla conquista 

invece dirigente di EPA ha detto no manco fosse luomodelmonte e noi un ananas

senti dirigente non puoi cambiare le regole del gioco mentre stiamo giocando ti abbiamo dato quello che volevi anche se non è previsto che si possa fare e per farlo ci abbiamo messo mesi e tutte le cose scritte sopra

dirigente oggi è domenica 

spero il riposo ti porti consiglio 

spero di trovare domani una pec un’email una lettera portata da un piccione non importa 

e spero che Babbo Natale la Befana e il topo dei denti insieme mi portino il durc immacolato come dev’essere 

non ne posso più dirigente di EPA

volevo dirtelo 

(sorvolando sul fatto che altre caccie al tesoro parallele si sono manifestate nel frattempo)

(11 giorni dopo scopro che niente da fare, non vuoi cedere… a questo punto il tuo atteggiamento è diventato assurdo ridicolo e cattivo: non cedo neanche io)

Ero in ritardo per un’ottima ragione

c’era questa ragazza orientale sugli scalini della porta laterale della cattedrale che traeva insetti dalle foglie di palma

c’era anche il compleanno di questa amica da festeggiare in serata 

poi c’era il negozio in salita con le piante fuori e le cassette bianche e i fiori colorati e lei aveva voglia di stare al gioco 

metti queste tre cose insieme e ti ritrovi a girare per strada con un palla da cui escono due rami a cui sono appesi una libellula e una locusta e la gente ti guarda e sorride…

beh non valeva forse la pena di  arrivare un po’ in ritardo?

      
  
    
 

Ancora pec


(segue da candidcamera) si vede che le pec sono come le ciliege: una tira l’altra e tutte tirano te

giù

più giù

alla fine molto giù

glu

ma per fortuna ho un blog dove scriverlo e così servono a qualcosa

comunque oggi ne imparata una nuova:

sarebbe che questo foglio che EPA (per sapere cos’è EPA ti tocca leggere di candidcamera e trovi il link sopra) vuole da me da diversi anni (a mia insaputa) in realtà non potrei neanche produrlo perché prevede che si faccia una cosa presso EPAA (idem) che EPAA prevede non si possa fare

uh faccio io… brutto saperlo oggi… ma no fa tipagentileemoltocurata di EPAA che vive in un piano sotterraneo di EPAA, non c’è problema, a noi non ci cambia nulla, anche se non si può fare lo lasciamo fare così EPA è contento e tanto per noi è lo stesso

così scopro che EPAA è come una mamma troppo buona per EPA

e adesso speriamo che GCB (idem2) faccia sta cosa che non si potrebbe ma che la faccia presto e la faccia telematica che quando l’ha fatta di carta abbiamo solo fatto sparire qualche ramo in Amazzonia

(aggiunta di tre giorni dopo) “no no presidente” fa GCB “non si può fare: sul sito di EPAA il link che ti fa scaricare l’apposito software ti manda ad una pagina vuota”

non ci credo, faccio io, è una candidcamera per forza…

Una finestra come tante

  C’era questo quadro con un tavolino in mezzo, soprattutto il tavolino.

Poi anche la luce come quella di certi giorni estivi, quando scegli d’istinto l’ombra.

Che sarebbe tanta luce forte dritta che divide le cose a pezzi.

Con la campagna fuori e tu dentro con il moscone che ronza ronzone.

Potrebbe anche essere vicino al mare però e allora sarebbe tutt’altro struggimento.

Un nuovo girone

 Oggi ho sperimentato un posto nuovo, nuove emozioni: se penso che c’è gente che fa streambed trekking senza immaginare quale adrenalina potrebbe gustare invece nei pubblici uffici!

qui si respira un’aria da iniziati, gli uomini giacca e cravatta le donne abbastanza tirate

anche io in effetti ci ho pensato un po’ su come vestirmi, voglio dire come ottenere l’aria da personaonestaaffidabilechedavverononpuòaverfattociò, anche se io non aprirò bocca: è solo GCB che può parlare, ma potevo mancare? anzi potevo farvi mancare il racconto?

così sono nella sala di attesa, si capisce che è roba seria perché il palazzo è bello e serio, le sedie belle e serie e c’è pure un largo tavolo come se qui potessero esserci delle riunioni belle e serie

alla faccia della privacy ogni tanto entra una tizia che urla nomi di enti pubblici e persone cercando a volte inutilmente i loro difensori

man mano che passa il tempo la sala si affolla e persone con pratiche in mano si salutano e chiaccherano con palese atteggiamento da abituè

finché qualcosa mi distrae: chiamano noi

andiamo e io resto in ascolto davanti ad una porta aperta tipo stanza degli esami

tizio che non vedo bofonchia qualcosa poi GCB bofonchia a sua volra poi una tipa di EPAA ha da bofonchiare qualcosa ma poco e quindi è tutto già finito

boh

mi domando se il destino di un gesto giusto debba passare da un momento tanto insignificante

vedremo perché ovviamente non finisce oggi

(questo post è della serie di candid camera ma in realtà riguarda una puntata di un’avventura parallela: oggi chi cerca di lavorare vive in una polistoria)

Pilatansia

  
Trattasi dello stato psicologico in cui si trova il neofita con autostima bassa quando prova per la prima volta un nuovo esercizio durante il corso base di pilates

cioè per tutta la lezione tutte le volte

in settimana ad esempio sul formaggino (dicesi formaggino un simpatico tappetino a forma di fetta di torta che però chiamare formaggino fa più dietetico) il panico da prestazione ha serpeggiato più volte…

poi tutto finisce bene, specialmente quando ci ripensi il giorno dopo, e consideri che nessuna palletta ti è stata proposta nella stessa lezione

Geididicciannove sprtllo quinndici

Immaginate questi titolo recitato da una voce non tanto metallica quanto con tutti i toni sbagliati e piuttosto tronca da finale di parola che va bene su tutto mentre scandisce i bigliettini nelle mani sudaticce dei contribuenti italiani

atmosfera da grande sala attesa

anche oggi ho avuto contatti con EPT EPA e EPAA e sono sempre più uso candid camera… EPT mi ha telefonato  per dire che mi volevano avvisare che domani è inutile che vada all’appuntamento (che voi tutti state aspettando con ansia) non ci troverei nessuna nuova buona, ho provato a spiegare che qualunque cosa ci sia è sempre meglio del niente con in mano adesso…

da EPA non mi ha potuto aiutare nel modo in cui chiedevo ma mi hanno messo una nuova pulce nell’orecchio: forse c’è un errore nei conteggi non mi resta che attendere il ritorno dalle ferie di funzionario gentile che ovviamente torna un giorno prima della scadenza del pagamento per evitare di pagare sbagliato

da EPAA invece sembrano smentire quello che mi hanno detto per telefono e cioè che avrei potuto ottenere di persona ciò che per posta non può arrivarmi visto che hanno voluto mandarlo all’indirizzo che avevo segnalato come errato: quello è l’indirizzo che risulta loro; quello nuovo devo comunicarlo in modo ufficiale dopo che avrò ottenuto il pin che loro mi hanno mandato quell’indirizzo che non è più il nostro… dice oggi persona alla porta: non so se può chiederlo, devono darlo a lei in persona

io questo non lo capisco

… paio di giorni di sconforto …

ritento e riesco nel primo obbiettivo: adesso ho il pin grazie al signore suadente del callcenter le cui parole avevo trascritto fedelmente e, con un po’ di insistenza e un bel po’ di ohimemi, ho fatto digerire alla signoradelpin

la soddisfazione della tappa è condita da quella più intima di aver insegnato una cosa nuova ad un operatore di EPAA (giorno 37)

ah ma poi non vi ho ancora detto che all’appuntamento da EPT ci sono andata comunque a portare un modulo di richiesta accesso agli atti

dice che mi telefoneranno loro per dirmi quando potrò andare a vederli, che forse dovrò salire al piano di sopra dal DIRIGENTE

forse pensano di farmi paura con scalini e maiuscole…

ma la cosa ha comunque un vago sapore di iniziazione… o di gioco temporale sul genere di locusta temporis e io sono passata per un momento favorevole: quello che ti fa accedere al secondo livello, solo che non si sa quanti livelli ci possano essere…

Quella volta che pensavo di essere su candid camera

 e invece era tutta vita reale, giorni e giorni di vita reale che non ci si poteva credere

e che sembravano non finire mai

e in effetti – ve lo dico subito – non sono mica ancora finiti

tutto ebbe inizio quando ho saputo che il durc non era a posto

il durc sarebbe la cosa che deve essere regolare perchè se non è regolare entri in una sorta di caccia al tesoro alla rovescia nel senso che più trovi cose più ne devi trovare e più son difficili da trovare finché ti perdi e non sai più cosa cercare, hai solo la certezza che non si tratta di un tesoro

e intanto tutti ti fanno pesare che non sei in regola e che ti devi sbrigare perchè sennó diventa una cosa molto molto molto grave e insomma diventa una corsa ansiogena contro il tempo che a ferragosto finisce nel nulla per poi aspettarti al varco che ferragosto non cancella è solo una stupida tregua

giorno antefatto: da una email abbastanza scialla vengo a sapere che a qualcuno serve il durc della società che presiedo, beh penso io: facile! non avendo dipendenti non siamo tenuti ad averlo noi il durc perciò non può essere irregolare, no?
giorni seguenti: “ehi consulente giovane e brillante, puoi vedere cosa succede e risolverlo in un attimo? per favore grazie ciao”

risposta dopo qualche giorno: “ok presidente tutto sotto controllo lunedì durc sarà impeccabile” al che baldanzosamente scrivo email sussiegosa al richiedente che entro pochi giorni tutto si sarebbe risolto con soddisfazione di tutti

passa quel lunedì e il giovane consulente brillante comuncia ad essere evanescente (non scrivo elusivo o evasivo perchè sono termini decisamente da evitare in questo ambito!) ma mi fido e resto in attesa di venire a sapere che tutto è filato liscio come l’olio anche se ogni tanto mando  e ricevo segnali di memento, sempre piu inquietanti

in questa situazione passano alcuni mesi finchè un bel giorno ricevo due pec, le pec devono essere parenti strette del durc, magari un giorno scriverò la storia di durc pec e dei loro cuginetti chessó puc e dac (personaggi tra Disney e Shakespeare) ma non fatemi perdere il filo: le due pec dicevano: ahiahiahi, qui c’è qualcosa che non va… presto la borsa o la vita… rivolgiti per la scelta a EntePubblicoTale e EntePubblicoAltro, per comodità EPT ed EPA

mi rivolgo ovviamente prima a gcb (giovane consulente brillante) che immagino sia in grado di disarmare le pec con uno schiocco di dita e invece lui risulta prima indaffarato, poi indafferiato e quindi di nuovo indaffarato

(giorno uno) al che mi rimbocco le maniche (dopotutto anche io anelo le sudate ferie) e vado baldanzosamente a EPT, dove trovo persone gentili che sorridendo mi spiegano che mancano dei pezzi ma che se glieli fornisco sistemano tutto

a beh penso: facile vado a cercarli in ufficio di gcb e poi scrivo una bella pec

solo che trovo porta di legno… di gcb non c’è traccia neanche dopo un’ora: la vicina di stanza dice che lo ha sentito e per oggi non torna (buffo cellulare selettivo quello di gcb) allora ritorno al mattino seguente… (giorno due) lui scartabella qua e là e mi dice… ah mi sa che sono ancora da Ente Pubblico Altro Ancora…

ah anche EPAA da affrontare eh? beh che ci vuole? penso io vado a farmeli dare ma prima vado anche a EPA, che dista diversi km, arrivo appena in tempo prima della chiusura ma tanto mica posso parlare con qualcuno come in EPT, posso al massimo prendere un appuntamento: il primo libero ovviamente è il mio primo giorno di ferie: come passarlo meglio?

a quel punto ritorno in centro e vado a EPAA per cercare  funzionario che ha la nostra documentazione, lì non entro neanche ma c’è una persona gentile alla porta che si informa e mi informa: “funzcondocumentazione è partito oggi per le ferie”

dovevo avere un’espressione diciamo significativa perchè aggiunge: “vuole che provi a chiamare un vicino di stanza?” sì!! lo voglio… oh gentile persona alla porta!

posso tornare a casa brandendo un foglietto, un nome e un numero da chiamare tra le 1420 e le 1440…

peccato che sia venerdì… niente centralino al venerdi pomeriggio, niente telefonata comoda da una postazione fresca…

allora ritorno di persona, parlo dalla portineria sempre gentile con funzionariodellascrivaniaaccanto e veleggio verso il finesettimana con un appuntamento telefonico per lunedi mattina

così arriva giorno cinque: io sono a lavorare in un posto difficile (già: non basta occuparsi di durc per lavorare, c’è chi vorrebbe il lavorodelicatoeurgente svolto a modino) ma non dimentico di telefonare e funzscrivaccanto dice che deve chiedere dove sono finite le pratiche…

giorno sei: alle otto del mattino mi tocca tornare con gcb a EPT, dove la signora gentile ripete a lui quello che aveva già detto a me, (una discreta perdita di tempo rispetto a quello che avrebbe impiegato a fare subito tutto direte voi? ma vabbè in fondo i gcb sono strutturati in questo modo: protagonisti o niente)

all’uscita ci fiondiamo nella torride vie del centro città (tempo di ferie di solito è così) per andare a vedere come butta a EPAA, questa volta ci fanno salire al piano dove potrebbe trovarsi la nostra pratica

alla fine vediamo il plico: “per favore visto che è roba nostra possiamo toccarlo?” solo che non c’è nessuno che possa autorizzare la tipa a farcelo portare via… a quel punto con sorridente fermezza dico che aspetto, dice: il dirigente potrebbe tornare tra due ore.. dico: posso aspettare se vuole vado in corridoio dice no resti pure li

dopo mezzoretta la tipa si commuove e chiama un funzionario che potrebbe farci qualcosa e insomma alla fine usciamo con il nostro plico

andiamo baldanzosi in ufficio di gcb dove mi prepara tutta una bella pec con allegati misti da mandare a EPA

prendiamo poi accordi per andare insieme a risolvere anche il secondo inghippo all’appuntamento del giorno dopo

giorno sette: eccoci all’appuntamento con EPT anche un po’ in anticipo, ma allegri anche se non freschi: con l’idea che il problema sia solo una vecchia storia mai chiusa bene (dopotutto sono quasi dieci anni che noi con quel l’ufficio non abbiamo niente a che fare);  arriviamo quindi di fronte a un funzionario gentile e sorridente ma impreparato: nessuno (e neanche il modulo stesso) mi aveva detto di spiegare cosa volevo e io ingenuamente pensavo: se uno ti scrive una pec saprà… comunque funzgentsorr dice “vado a vedere e poi vi chiamo, sappiate che se volete subito il durc basta andare da AdR e chiedere la dilazione…”

uh faccio io a gcb magari andiamo a vedere lì solo che AdR cosa sarà?

funzgentsorr interviene sempre sorridente: “Agente della Riscossione!” già questa risposta non è confortante ma è solo una parola di quelle politicamente corrette che si usano quando il nome vero è offensivo, sgradevole o razzista, il nome vero di questo ente non voglio scriverlo neanch’io: è tutte queste cose insieme e anche di più… ci siamo andati subito dopo io e gcb e credo sia uno dei luoghi più tristi del nostro tempo, nella nostra società, ma ne parliamo un’altra volta che sennò non finisco più

ci abbiamo fatto poco noi comunque, solo una coda per sentirsi dire che vogliono dei soldi ma manco loro sanno perché

a questo punto pausa pranzo allietata sul finire da una telefonata di funzgentsorr che dice ahhhh ho visto la pratica! manca un foglio di EPAA del 2009 che dice che nel 2002 voi… io dico beh lo saprà ben gcb, chiami lui per favore grazie!! un po’ di stordimento ti coglie in certi momenti a certe temperature con certe procedure…

giorno dopo: gcb vai a cercare sto foglio per favore? lui va e non glielo danno

allora comincio a cercarlo io online voglio dire se scrivo su un blog sarò in grado di cercare una roba online?

no

dovrebbe essere un gioco da ragazzi e mi metto a giocare, scopro arcani e misteri di come si fa a diventare gestore incaricati (non avrei mai immaginato di diventarlo: farà figura nel c ci v?) provo, sembra che funzioni ma poi ciccia nisba nessuna novità e soprattutto nessuna possibilità di accedere là dove vorrei

così nel mentre che io mi consumo nel tentativo di parlare con il call center di EPAA gcb torna là e gli danno una cosa che però a funzgentsorr non piace… almeno così ho scoperto nel giorno 15 dopo che gcb si è dileguato definitivamente nel nulla, forse sciolto nel calore agostano, e allora ho scritto direttamente a funzgentsorr che mi ha rigirato la risposta a gcb

al che io per favore mi può dire che fare e la risposta definitiva è vada e paghi ma io dico: cosa? quanto? e soprattutto perché?!?

intanto nel frattempo era successo che nel giorno 9 mi arrivò una pec in risposta alla pec del giorno (sembra un gioco: un pec pong) in cui EPA fresco come una rosa ha fatto i conti in base alla mia dichiarazione e c’è da pagare un … non mi viene la parola (o forse me ne vengono troppe), ma è la quantita di denaro che guadagno in un anno con questo lavoro

leggo bene tutto e vedo che c’è di mezzo la legge sul lavoro nero, una lacrimuccia mi scende triste: sarei io il lavoratore in nero in questo caso e io stessa ne sarei responsabile: un po’ patetico beh?

scrivo subito a gcb che stavolta risponde: ah ma ci vuole una rettifica

ah ok faccio la rettifica

ah mi dice EPA ma lei deve fare i moduli

ah faccio io gcb o li fai tu?

ah no io sono in vacanza e poi mica sono da fare

ah questi non la pensano così

e allora (giorno 12) cerco per telefono apposito dirigente di EPA che si rivela molto gentile paziente comprensiva e alla fine faccio io ‘sti moduli e glieli mando e almeno questa è (quasi) a posto

con EPAA online riesco a parlare nel giorno 11 con un tipo gentile preparato dalla voce quasi affascinante, mi spiega mi ascolta mi guida passo passo alla risoluzione del problema, cioè non quello del durc, ma quello per cui non riuscivo a usare il pin

ha chiuso la tel dicendo che spera di avere un po migliorato la mia opinione su EPAA…

chiudo pensando che il suo è uno strano mestiere… chissà cosa ha studiato per farlo

nel frattempo fioccano le email con ept  e poi si interrompono da parte sua con il seguente laconico messaggio: “L’unica cosa che può fare è recarsi in (censura ndr) con un documento di identità e il codice fiscale della ditta. Saluti.”

quindi, ancora una volta, non demordo e nel giorno 27 eccomi in EPT per la terza volta

arrivo un po prima della apertura e faccio bene che c’è già coda fuori, ho anche modo di fare un po’ di assistenza ad alcune vecchiette così la buona azione di oggi è smarcata

la prassi prevede che la guardia giurata armata ti dica cosa fare e così faccio: altro biglietto “richiesta appuntamenti” quando viene il mio turno un tizio prima gentile pronto poi a diventare aggressivo quando solo provo a iniziare un “mi scusi…” lui è lì solo per dare moduletto per appuntamento, questa volta però lo compilo per bene, chi sono io e cosa voglio spero si capisca, ovvio metto le cose dove ci stanno e me ne frego del titolo della casella

l’appuntamento è fissato per tra due giorni se state bravi vi faccio sapere (continua)

Impastare è catartico


Tiri fuori la madia e la metti bene lì sul piano che hai.Prendi un po’ di farina, acqua poi sale lievito oppure ricotta olio che ne so… dipende da quello che vuoi fare.

Metti lì tutto bene, giusto quanto basta perché parte del piacere è sentire sotto alle dita quando gli ingredienti sono dosati al punto giusto, quando la pasta reagisce come deve, quando ti scappa un sorriso sornione perché sai che sembra mal messa e invece è solo questione di lavorarci ancora un po’.
E mentre impasti stai manipolando i tuoi pensieri, rendi la materia edibile con il movimento delle mani e intanto riduci in brandelli quelle persone che in questi giorni ti stanno facendo impazzire.

Poi metti in forno a cuocere e scrivi un post.

Comincia ad esserci profumo di buono e stai meglio: impastare è catartico.

Mare mollo

 Intanto ci vuole il caldo

poi ciottoli variopinti

bambini frignanti

barche  in controluce

sabbia finissima qua e là 

acqua in 55 variazioni di azzurro

sale sui teli sale sulla frutta e sale sulla pelle
così viene una giornata molla di mare mollo in cui adagiarsi mollemente

ogni tanto ci vuole. proprio.

  

Gli sputivermi

   
Tra gli animali della campagna ve ne sono di grandi, come le mucche e certi maialoni, di medi come cani, gatti e galline e di piccoli come le utili api le noiose mosche e i vermi.

Questa storia racconta dell’astuzia di un verme saggio e del coraggio di alcuni giovani vermicelli.

Il capo di tutti i vermi di quella fattoria era grande grosso un po’ scolorito e aveva grandi baffi bianchi e un ciuffo di peli ricci sulla testa che non si sapeva più se erano stati capelli o erano nati dopo.

Viveva in una grande caverna vermica (insomma un buchetto di talpa) proprio sotto al pollaio e aveva passato tutta la vita a pensare ad evitare i becchi delle galline, che si sa, tanto furbe non sono ma se vedono un verme sanno esattamente cosa fare.

Un bel giorno gli venne un’idea e preparò un disgustoso intruglio a base di disgustose cose come la cacca, l’aceto, l’acetone e la vernice rancida.

Tutte le verme di casa protestarono ma lui felice volle convocare una Riunione Generale di Tutti i Vermi della zona per presentare il suo piano.

Così fu che tutti i vermi, vermetti e vermazzi vari arrivarono passin passetto alla caverna, o meglio, piega slancia nel loro tipico modo vermico.

E quando ebbero tutti preso posto, (dal brusio si capiva che si stavano chiedendo cosa fosse quella vasca puzzolente) il Gran Vermone prese la parola.

“Cari vermi tutti!” inizió con piglio deciso, “ho trovato il modo di evitare di finire in pasto alle galline” (dal brusio si capiva che erano tutti stupiti e increduli) “ma mi servono due o tre vermi molto coraggiosi per l’esperimento” (dal brusio si capiva che i vermi tanto coraggiosi di solito non sono… d’altra parte i modi di dire non nascono per niente).

“allora miei prodi vermi? questi volontari??” e fu a questo punto che si fecero avanti due giovanissimi vermetti baldanzosi: Lomelo e Babuele.

Il gran Vermone senza aspettare un attimo li buttò nella fetida vasca e li spinse da un buchetto proprio vicino alle Tre Galline Terribili. I due simpatici vermotti non ebbero neanche tempo di aver paura che furono beccati!!

Ma… con dei gran versi tipo bleah puà e che schifo le galline a turno li sputacchiarono via!

Fu così che fecero ritorno alla caverna e furono portati in trionfo: da quel giorno il 15 luglio è la festa degli sputivermi.

La storia non racconta se dopo di loro abbia mai tentato qualcun altro di ripetere l’impresa.